Caterina Dainotti – Ho convertito il diploma universitario in logopedia in laurea triennale presso l’Università degli Studi di Genova intraprendendo il percorso straordinario attivato a proposito. Si è svolto nei mesi estivi ed è stato un po’ difficile conciliare lavoro-casa-famiglia e studio. Ma a livello professionale ne è valsa la pena, principalmente per due aspetti: per il titolo che ora possiedo e perché le tematiche presentate come contenuto d’esame erano principalmente rivolte al paziente adulto; di conseguenza mi sono arricchita di conoscenze rispetto al paziente adulto che erano carenti poiché la prima formazione era stata soprattutto rivolta all’età evolutiva. Gli esami non tutti difficili, meno male spesso a risposta multipla. Eravamo solo in 10 ma ci siamo ben coordinate tra noi e i docenti ci sono spesso venuti incontro per conciliare lavoro e giornate di lezione/esame. E’ stato un po’ faticoso in termini di sacrifici ma lo rifarei.

Silvia Pozzi - Il <<Percorso Straordinario>> presso l’Università di Torino per il conseguimento della Laurea di primo livello si è svolto sempre tra la tarda primavera e i mesi estivi, ma è stato meno articolato rispetto a quello di Genova, in quanto venivano richiesti solo la stesura di una tesi ed il superamento di un esame di inglese per chi avesse un titolo antecedente al diploma universitario. I relatori possibili erano il Prof. Oskar Shindler, medici e logopediste della sua équipe, alcune logopediste esterne ed uno specialista neurologo. Presi in contatti da parte di ciascuna delle aspiranti laureande (eravamo in 70, le sessioni di laurea previste a novembre 2006 e marzo 2007) con un relatore sono stati meglio definiti gli argomenti che ciascuna di noi aveva già pensato di sviluppare.
 Io non dovevo sostenere l’esame di inglese; ho scritto la tesi, che non doveva essere eccessivamente prolissa e che veniva maggiormente apprezzata se composta sia di una parte teorica che di una parte pratica, in circa 3 mesi. Ho scelto di applicare alla valutazione e riabilitazione del bambino in età prescolare con disturbo secondario del linguaggio una metodica principalmente conosciuta per l’adulto con patologia neurologica acquisita e nota soprattutto presso l’Università di Padova, ossia l’ Approccio pragmatico-linguistico. Aldilà del conseguimento del traguardo finale, si è trattato di un’esperienza arricchente: stendere questo scritto ha significato compiere un’importante rielaborazione, riflettendo sul senso di tanti studi fatti e sul loro rapporto con la pratica professionale. Questo mi ha rafforzato in merito ad alcune scelte terapeutiche successive e mi ha fatto retrocedere su altre; da un certo punto di vista questa tesi mi ha coinvolto e lasciato di più rispetto a quella che avevo preparato per il conseguimento del diploma universitario, nel 1998. Ho sentito fare questa considerazione anche da altre ragazze che effettuavano il percorso contemporaneamente a me. La motivazione mi ha aiutato a superare alcuni momenti di tensione, legati alle difficoltà nel contattare il relatore in vista di alcune scadenze, o alle richieste da parte dell’Università di recarsi di persona in segreteria senza poter comunicare via internet. Ciò mi è stato invece sempre permesso dal relatore, che si è dimostrato comunque disponibile e interessato all’argomento.
Nel complesso dò un giudizio positivo sulla proposta, ben sostenibile anche da persone che lavoravano a tempo pieno o avevano impegni familiari notevoli; continuo tuttavia ad interrogarmi sulla disparità che esiste tra i contenuti dei <<percorsi straordinari>> presso le varie università italiane e sulla loro esistenza  spesso solo temporanea.