Tutto è cominciato in salotto, davanti a una buona fetta di torta. Abbiamo incominciato a trovarci per passare un pomeriggio a raccontarci le nostre esperienze di lavoro. Ad un certo punto ci siamo rese conto di come, in questi anni, ciascuna di noi avesse acquisito competenze specifiche nei diversi ambiti in cui si è trovata a lavorare, e di come fosse interessante scoprire cose nuove anche su quello che non è quotidianamente sotto ai nostri occhi. Così è nata la proposta delle “lezioni monotematiche”, partendo dal presupposto che ciò che aveva interessato noi con entusiasmo, poteva interessare anche altri.
Abbiamo osservato che attualmente la formazione rischia di essere vissuta come un affannarsi ad accumulare crediti, spesso ricorrendo a corsi molto costosi (e a volte un po' deludenti). Ci è sembrato, quindi, ancora più importante proporre questi incontri caratterizzati da una modalità di dialogo, con la possibilità di proporre ad altri un tema approfondito sulla base dell’interesse personale. Incontri in cui l'aggiornamento potesse recuperare i suoi valori primari: di approfondimento delle conoscenze, di arricchimento professionale e di scambio di esperienze personali, dando finalmente spazio proprio a noi terapisti che quotidianamente operiamo in ambito clinico.
Abbiamo scelto una modalità un po' informale, per non dimenticare che eravamo partite dai pomeriggi in salotto, decidendo di contenere i costi e limitando il tempo dell'incontro a un pomeriggio, circa tre ore.
Siamo partite un po' titubanti, programmando i primi due incontri per l'autunno, misurando un po' le nostre forze e valutando se la proposta poteva realmente interessare. Per ogni argomento il relatore ha preparato una dispensa, utile sussidio per non affannarsi a cercare di scrivere definizioni e nomi di autori, ma soprattutto per riprendere con calma gli argomenti una volta tornati a casa. Ad ogni incontro abbiamo pensato di distribuire un questionario per avere un riscontro sull’interesse dei partecipanti, cosa migliorare negli incontri successivi, e quali temi approfondire in futuro.
Siamo partite, quindi, con “L’Oral Motor Therapy”, affrontando teoria e pratica di questa specifica metodica riabilitativa proposta dalla dottoressa Sara Rosenfeld Johnson, basata sul rinforzo selettivo della muscolatura del distretto orale. Il secondo incontro, invece, è stato "Lettura - Scrittura e Calcolo", osservandoli da un punto di vista un po' diverso dal solito, approfondendo i processi cognitivi sottostanti queste abilità. Come inizio è stato decisamente positivo: tanti partecipanti con esperienze diverse alle spalle, allieve, logopediste già affermate, ma anche altre figure professionali. Abbiamo avuto quindi la conferma che questo tipo di proposta interessava anche altri, inoltre durante gli incontri si è creato il clima che auspicavamo: una disponibilità reciproca al confronto tra relatori e pubblico. Questo ci ha incoraggiate a proporre altri due incontri per la primavera.
Il primo è stato “Lettura tachistoscopica”, in riferimento alla teoria di Bakker e al tachistoscopio come strumenti integrativi al trattamento dei disturbi specifici di lettura. Il secondo è stato “La SLA: un'esperienza riabilitativa”, che ha avuto per relatrici sia una logopedista, sia una fisioterapista, proprio per sottolineare come l'approccio riabilitativo in questa malattia degenerativa richieda una stretta collaborazione tra diversi specialisti della riabilitazione. Anche questa volta abbiamo avuto un riscontro positivo: per il numero e l’interesse dei partecipanti, ma soprattutto nuovamente per quel clima di confronto e condivisione che è alla base della nostra proposta. Trovandoci adesso, dopo un anno, a fare il bilancio di questa esperienza, possiamo dire di essere abbastanza soddisfatte. La nostra iniziativa sembra aver effettivamente risposto a una esigenza comune di recuperare l’importanza di condividere le conoscenze e le esperienze con i nostri colleghi, per poter crescere insieme professionalmente, senza “essere gelosi” delle nostre idee.
Ci sembra quindi importante continuare con queste proposte anche per il prossimo anno, affrontando nuovi argomenti in base alle nostre specifiche conoscenze e cercando di approfondire i temi proposti dai colleghi (risultanti dai questionari).
Stiamo quindi coinvolgendo anche altri specialisti, sia per venire incontro alle specifiche esigenze, sia per sottolineare ancora una volta come sia importante, per una buona presa in carico riabilitativa, instaurare una stretta collaborazione tra specialisti diversi.
Cristina Codegoni e Chiara Pestoni
per la Commissione Giovani