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Relazione sul corso

Acquisizione e patologia della funzione verbale in età evolutiva"

 

 

Il 3, 4 e 5 aprile si è svolto a Padova il corso di formazione in neuropsicologia evolutiva "Acquisizione e patologia della funzione verbale in età evolutiva", organizzato dal Centro Medico di Foniatria di Padova.

 

Il docente, Prof. G. Cossu, ha tracciato un percorso che ha toccato i seguenti temi:

-     le basi biologiche della funzione verbale;

-     la struttura del sistema linguistico;

-     lo sviluppo e l'acquisizione della funzione verbale;

-     la semeiotica neurolinguistica.

 

Nucleo teorico centrale del corso è l'ipotesi della frazionabilità della funzione linguistica. Tale frazionabilità è innanzi tutto "verso l'esterno", con conseguente indipendenza della funzione linguistica da altre funzioni (ad esempio, quelle motorie); è inoltre una frazionabilità "interna", in quanto le sue componenti (fonetica, fonologica, morfo-sintattica e semantico-lessicale), pur essendo interrelate possono essere colpite selettivamente. Nella diagnostica è necessario perciò selezionare quelle prove che permettono di indagare selettivamente le diverse funzioni. Questo consente di tracciare per il singolo paziente il profilo neuropsicologico che definisce le competenze parziali presenti e permette di individuare le supplenze funzionali che devono essere messe in atto per sopperire al deficit.  L'esposizione teorica è stata accompagnata dalla presentazione di casi clinici che hanno consentito via via di evidenziare il ruolo delle diverse sottocomponenti della funzione linguistica e la semeiotica di un danno su tali funzioni.

 

Accanto alla ricchezza dei contenuti, il Prof. Cossu ha dato alcune sollecitazioni a mio parere molto significative per chi è terapista del linguaggio, che mi permetto di riassumere. Ha sottolineato l'esigenza di:

-     Chiarezza. La prima preoccupazione del terapista non deve essere quella di ricondurre il paziente in un quadro diagnostico preconfezionato. Questo atteggiamento rischia di sfociare in un programma riabilitativo standardizzato, non calato quindi sulle specifiche esigenze del soggetto, quindi poco efficace e scarsamente verificabile (l'eventuale miglioramento è dato dall'intervento riabilitativo? O dalla spontanea evoluzione del disturbo? O da dinamiche d'altro genere, ad esempio psicologiche e relazionali?). E' necessario piuttosto preoccuparsi di descrivere al meglio il profilo neuropsicologico del soggetto, punto di partenza per l'impostazione di un corretto programma riabilitativo.

-     Rigore metodologico. Al delinearsi di un determinato profilo neuropsicologico deve seguire un programma riabilitativo coerente, che parta cioè dalle risorse presenti per fornire supplenze funzionali che sopperiscano ai deficit individuati.

-     Flessibilità. Gli inquadramenti teorici sono tentativi di sistematizzazione, utili perché ci consentono di leggere la situazione del paziente; essi non devono però esimere il terapista dallo sforzo di comprendere il significato funzionale della complessa sintomatologia che egli osserva. Spesso il terapista, affiancando il paziente nel suo percorso riabilitativo, può raccogliere dati che orientano la semeiotica verso ulteriori approfondimenti.

-     Semplicità. La semeiotica deve tener conto della multicomponenzialità del lignuaggio; pertanto le prove utilizzate per indagare le diverse funzioni devono essere il più possibile "semplici", cioè "selettive", capaci di indagare in modo chiaro una determinata funzione. Questo rende i risultati ottenuti più facilmente interpretabili, cioè capaci di orientare un programma riabilitativo.

 

Gli inquadramenti teorici proposti troveranno una più concreta spendibilità nella pratica riabilitativa con il corso programmato per giugno (per informazioni contattare il Centro Medico di Foniatria - tel 049/8715400 - www.centrofoniatria.it).

 

 

Sara Crespi, logopedista

(Commissione Scientifica Giovani ALL)

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